La faccia sporca (script)

SCENA 1 EST. GIORNO STRADA

Una nuvoletta di fumo si dirada sempre più. Sullo sfondo alcuni palazzi della zona residenziale di una grande città. Le labbra di GIANNI avvolgono il filtro di una sigaretta. Il profilo destro del viso di Gianni: sui venticinque, capelli corti, carnagione olivastra, glabro, indossa occhiali da vista sobri e una camicia scura. Gianni fa un tiro, stacca la sigaretta dalla bocca osservandola. Espira. La getta sull’asfalto, calpestandola sotto la suola di una scarpa elegante con estrema lentezza. Sullo sfondo, in un primo momento sfocati, dei RAGAZZI sfrecciano su degli skate. Gianni dà una occhiata verso loro, abbassa lo sguardo su una moneta opaca e sporca, poggiata sul palmo della sua mano, che porta l’effige di un volto. La sfiora con il pollice, la mette in tasca; si volta, incamminandosi mestamente.

SCENA 2 INT. GIORNO UFFICIO

La porta di un call center si apre, Gianni vi fa il suo ingresso, ha uno zaino in spalla. Nell’ampia stanza, tavolini con dei computer, RAGAZZI e RAGAZZE tra i 22 e 35 anni seduti alle loro rispettive postazioni. In piedi, davanti a loro, una DONNA in tailleur grigio, sulla quarantina, di bella presenza.

DONNA

(notando Gianni con la coda dell’occhio)

… la penale non esiste fino a quando il cliente non ne viene a conoscenza. Il primo mese è gratuito, e questo è tutto ciò che deve sapere.

 

RAGAZZA

Sì, ma se vuole saperne di più?

 

DONNA

Voi rimanete sul vago. Rassicuratelo e vedrete che il resto viene da sé.

La ragazza sorride, annuendo, altri ragazzi la imitano, PARLOTTANDO a bassa voce tra loro.

 

DONNA

Beh … a lavoro!

 Un confuso CHIACCHIERIO come caotico sottofondo sonoro. I ragazzi indossano le cuffie incurvandosi sulle rispettive scrivanie. Gianni li sfiora appena con lo sguardo. Si incammina, sedendosi ad una postazione, leggermente isolata dalle altre. Accende il pc, attaccando ad esso le cuffie che estrae dallo zaino. La Donna si dirige verso di lui con un foglio in mano, lo poggia sul tavolo, senza neanche guardarlo.

DONNA

(acida e seccata)

Almeno oggi vedi di concludere qualcosa che qui non facciamo beneficenza.

 

Primo piano Gianni: i gomiti sul tavolo, svogliato, dà una rapida occhiata al foglio e si guarda attorno.

La macchina da presa inquadra in sequenza i volti in primo piano di alcuni ragazzi, impegnati in conversazioni telefoniche.

RAGAZZO1

Salve sono il dottor Manzari, la chiamo da Datatrade

 

RAGAZZO2

Certo, totalmente gratis

 

RAGAZZA1

Perfetto, mi servono il suo codice fiscale e la sua data di nascita e procediamo con la registrazione …

 

La ragazza stringe tra le mani il microfono delle cuffie RIDACCHIANDO.

 

RAGAZZO 4

(dopo aver chiuso una chiamata, a mezza voce)

Qua c’è da pagarsi l’affitto in un paio di giorni.

 

Gianni indossa le cuffie, tra le mani la moneta della prima scena: la rigira tra le dita della mano destra, fissandola. Sullo sfondo, fuori fuoco, lo schermo del computer acceso.

CLIENTE (v.off.)

(Al telefono)

Pronto?

Gianni continua a fissare la moneta: per pochi attimi socchiude le labbra come se stesse per parlare.

CLIENTE (v.off)

(Al telefono, spazientito)

PRONTO?

 

Schermo del computer a fuoco, moneta in primo piano fuori fuoco. Gianni chiude la chiamata.

SCHERMO NERO

SILENZIO PER ALCUNI SECONDI, SUCCESSIVAMENTE IL RUMORE DEL VENTO

 

SCENA3 EST. GIORNO ROMA PONTE DELLA MUSICA SKATE PARK

Una nuvoletta di fumo si dirada sempre più; sullo sfondo, verdi chiome di alberi danzano al ritmo dettato dal vento. Le labbra di Gianni avvolgono il filtro in cartone di quella che sembra essere una sigaretta rullata. Il profilo sinistro del viso di Gianni: barbetta incolta, snapback in testa, senza occhiali, indossa una t-shirt dai colori accesi. Gianni fa un tiro alla sigaretta, la stacca dalle labbra trattenendo il fumo per alcuni istanti, espira, seguendolo con lo sguardo danzare nell’aria. Si alza, getta per terra la sigaretta.

La sigaretta ancora accesa, un filo di fumo. Sullo sfondo, in un primo momento sfocati, i ragazzi della prima scena sfrecciano su degli skate. Gianni abbassa lo sguardo, il palmo della sua mano, sporco: su di esso la stessa moneta della prima scena, pulita, luccica sotto i raggi del sole. Un sorriso illumina il viso di Gianni che getta via la moneta, si alza da terra e salta su uno skate.

Le ruote dello skate, le sneakers di Gianni. Gianni si dirige verso gli altri ragazzi.

 

FINE

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